18.1.10

II

"Di du sim nu? Foggia! Foggia! Foggia!..." un gruppo di giovani abitanti della medesima città, arrivati nella capitale per il veglione di capodanno, iniziano ad urlare all'interno dell'aeroporto come per marcare il territorio, per far sapere a noi presenti da dove venivano. Superano le porte e il loro rumore scompare assieme a loro nelle vie della città.
Mi rigiro verso la macchina del ritiro bagagli e penso "chissà perchè gli uomini che caricano e scaricano gli aerei si chiamano 'lanciatori'..."
Due bimbi iniziano a giocare a rincorrersi intorno ai genitori, dopo pigliano coraggio ed esplorano il posto, li seguo con gli occhi divertito dalla loro legerezza e il loro movimento mi porta alla macchina ritiro bagagli numero due: lì c'è una signora corpulenta che, stesa sul nastro trasportatore, un poco impaurita, gira intorno con il suo bagaglio stretto nelle braccia.
Ci vogliono due lanciatori e un finanziere per toglierla da là sopra.
"Sembra di essere nel set di un film di Fellini ... mancano solo i clowns e siamo apposto ..." e un sorrisetto ai lati delle labbra mi fa una faccia buffa.
Aspettiamo i bagagli per tre quarti d'ora, poi finalmente il rullo si mette in movimento, i lanciatori lanciano il proprio dovere e io afferro il mio borsone evitando di fare la fine della signora. Fuori c'è la città, l'autobus che mi porterà alla metropolitana e di lì alla stazione Termini dove m'aspetta il treno. Destinazione la festa di capodanno.
"Sono stanco come la pioggia, come le gocce d'acqua che cadono sottili contro i lampioni delle strade ... e questo Fibonacci che martella nella testa ..." lo scrivo nel mio taccuino, comodo sul sedile dell'autobus. Accanto a me un ragazzo è incuriosito e lo appuro che sbircia nelle mie pagine.
"Ehi! Cosa c'è?"
"Niente, m'incuriosiva Fibonacci e la pioggia..." e m'allarga un sorriso.
"Io mi chiamo Terzo ..."

7 commenti:

  1. Anonimo23:11

    Come si può essere liberi? Liberi di non pensare e di agire semplicemente, liberi di non nascondersi e di far uscire tutto, tutto il mondo che si ha dentro. Come fai? Qual'è il segreto della scrittura? Sono stufa di essere solo una parte, una minima porzione del mio essere. Sono stanca di avere solo piccole parti di tutto. Come si fa a catturare un'emozione. Scusa il commmento che non significa nulla ma ti invidio un po' perchè tu un modo ce l'hai.Vabbè basta stronzate, pubblico lo sfogo perchè altrimenti tutto è sprecato.

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  2. Niente stronzate ... e hai fatto bene a pubblicare. Non c'è un segreto, non esiste. E' come cercare il senso della vita ... quello è già dentro di noi. Come si fa ad essere liberi? Lo chiedo io a voi che leggete ... non so come faccio ad esprimere quello che sento, molto spesso quando rileggo le cose che scrivo mi sembra di leggere un altro. Scrivendo mi nascondo in continuazione, anche da me stesso ... rileggo mentalmente porzioni del mio Essere e ne traggo conclusioni, a volte molto sconclusionate ... e ci rido sopra!
    A volte essere tante persone, avere solo piccole parti è tutto quello che ti serve ... poi si deve incollare tutto quello che sei e farne uscire qualcosa che ti soddisfa. E niente stronzate ...

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  3. Anonimo00:31

    Forse il segreto sta nel non vedersi in continuazione nell'occhio dell'altro. Pensa allo strumento che stai utilizzando, spesso hai a che fare con persone che non conosci, i tuoi occhi, il tono della voce, i gesti, sfuggono a chi legge. Sei libero di rivelarti o di dire stronzate, la prigione forse arriva con il giudizio ma prima sei solo pensieri, mente, sensazioni, tutto ciò che non è esterno. Però la libertà sta soprattutto nel non separarci, nell'evitare i dualismi e nell'essere un tutt'uno. Il problema è rincollare le parti! Ivan è libero?

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  4. Anonimo15:09

    ivan, a mio parere, è un contenitore...forse poi francescograss ci dirà...
    a mio parere i contenitori sono liberi, dentro ivan possiamo mettere qualcosa anche noi e lui non ha giudizi o pre-giudizi.
    mi chiedo come mai si discuta dei massimi sistemi(concetti come libertà, unità non possono essere immobilizzati in definizioni...sarà anche un problema rincollare le parti, ma i collage dovrebbero essere la fonte della nostra ricchezza),
    quando invece bisognerebbe trarre spunto da alcuni temi che vengono presentati:
    la donna che gira sul nastro trasportatore: quale senso?quale visione?
    un po' surrealista nei tratti o se vogliamo onirica come condizione.(forse un fumetto renderebbe bene)
    e noi italiani sempre così attaccati alle nostra radici?sempre e ovunque andiamo...
    e se rimaniano in italia dobbiamo rendere così chiara la nostra origine"marchiamo il territorio"
    ...un palermitano a roma, un napoletano a milan...
    ah, eccomi! un altro/a anti-italiano...che frequenta il bolg!

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  5. Bisogna evitare il dualismo? E perchè?
    E se io volessi essere due, tre, quattro, tutti quelli che mi pare? Questa secondo me è qualcosa che s'avvicina alla libertà.
    Io mi rendo conto del mezzo che uso, ma se usassi un libro cambierebbe qualcosa? Anche lì non si vedono i gesti tantomeno il tono della voce, dell'autore ...
    Cito: "la libertà sta soprattutto nel non separarci, nell'evitare i dualismi e nell'essere un tutt'uno".
    Per qualcuno può essere così, per altri no.
    In questi e altri campi la libertà è soggettiva. E ancora: "forse il segreto sta nel non vedersi continuamente nell'occhio dell'altro..."
    Perchè?
    E se l'altro mi da il modo di vedere meglio e da più punti di vista?
    E se spezzettandomi riuscissi ad essere in grado di unirmi?
    Sono punti di vista e il confronto non può far altro che migliorare ...

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  6. Ivan è libero? Bella domanda. Mi stupisce la sua tensione verso la tragicità. Come a dire: speriamo Ivan sia libero, altrimenti che ne sarà di noi che non siamo poi così diversi da lui?

    Ivan fa le scelte giuste? Bella domanda. Mi stupisce soprattutto la sua tensione verso la banalità. Come a dire: speriamo Ivan sappia scegliere bene il da farsi, noi non saremmo in grado di fare molto meglio di lui.

    Ivan è uno? Bella domanda. Mi stupisce la nostra incapacità si rispondere. Come a dire: Ivan è Ivan, noi siamo Ivan. Quindi Ivan è unità nella molteplicità. Che ne faremo dei nostri sentimenti finchè non capiremo che tutti noi siamo Ivan?

    Tutte belle domande. Molto simili a quelle che porgono a me da quando ho deciso di parlare della tana che ho nel mio esofago. Io rispondo sempre: eccola, questa è la mia tana! eccola, questa è la tua tana!
    http://latananellesofago.blogspot.com/

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  7. Anonimo16:57

    Libertà, unicità, dualità, sentimento, chi siamo noi per descrivere i sentimenti? Noi siamo Dio, e Dio ha il potere della creazione, Noi siamo gli artefici di tutto.
    Nulla può essere se noi non incanaliamo "energie" che lanciate alla velocità del pensiero, viaggiando nelle nostre menti, diventano realtà.
    E quindi?
    Cos'e' la realta?
    Perche avendo tutti gli strumenti nn riusciamo a crearci una sfera di felicità?
    Secondo Me, il Mio Dio, abbiamo dimenticato troppo tempo fà, cos'e' la felicità.
    Fortunatamente esiste una memoria ad accesso esclusivo.
    Ed il Mio Dio è forte, come il Tuo, e il Tuo, Loro lo sanno; Loro, I nostri Dei, vivono in dimensioni che le unità di misura non potranno mai raggiungere e tra Loro discutono delle scelte, dei "mortali" a cui appartengono. Vorrebero ricordare loro che esiste qualcos'altro ma vengono disturbati dalla materia "alterata" e allora ssumono diverse forme piu semplici, come i sentimenti.
    Attraverso i sentimenti ci forniscono la direzione.
    Assumono forme come la scrittura, ed attraverso la scrittura creano codici di sentimenti ed in questo modo ci forniscono la strada.
    Diventano l'immagine di un uccellino che ci guarda curioso appollaiato sul davanzale delle nostre finestre, come se vollesse entrare a presentarsi o a volte, come se volesse invitarci ad uscire.
    L'unica vera Libertà, sta nell'affidarci ai nostri Dei, nel dargli Fiducia e Amore, per poi lasciarsi trasportare.
    E tutto ciò potrà prendere forma di viaggio.
    Ed anche se non sappiamo dove e perche, ci lasceremo condurre fino alla fine del viaggio, la regola è semplice: "tutto ciò che pensiamo, ancorche giusto, se ci rende infelici è sbagliato"

    Non so perche il Mio Dio mi abbia indicato di fare ciò, ma di certo nn mi ha reso infelice...CIAO

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